sabato 7 luglio 2012

Passione

EVVIVA IL JISBON! Sono qua


Nel suo lavoro,Lisbon ci metteva passione.Lui l'aveva capito sin dal primo giorno in cui l'aveva conosciuta e da allora molti altri eventi glielo avevano confermato.Ogni vittima che salvava,ogni colpevole che puniva,ogni caso che chiudeva,sembravano darle l'ennesima spinta,l'ennesima forza per lottare ancora.
E ammirava questo suo lato forte e caparbio,ma anche dolce ed unico.
Si,Teresa Lisbon era unica.Se poi era innamorato di lei era tutta un'altra cosa.
Riflettendo,si era incantato a fissarla.
-Come mai così silenzioso?-gli chiese infatti poco dopo lei,che era dolcemente arrossita.
Si alzò sorridendo.
-Sai che sei davvero carina quando arrossisci?-
Lei lo fissò interdetta.
-Jane!-urlò però poco dopo.
Patrick sorrise uscendo dalla porta di corsa,giusto in tempo per schivare il fermacarte che gli era stato lanciato dietro.
Ok...forse era innamorato di Teresa Lisbon.



(30/12/2010)

A team

Quanto ho riso scrivendo sta cosa xD


A team.


Lisbon si mordicchiò le labbra con nervosismo,prese un bel respiro ed entrò nella sala.
Tutta quell'ansia era giustificata,era l'agente speciale più giovane di tutto il dipartimento,molto probabilmente.
Ora le era stato affidato un team da Minelli.
Il punto era...sarebbe stata in grado di portare a termine l'arduo compito?Non lo sapeva.
Nella sala d'aspetto erano ammucchiate diverse persone.
Strinse gli occhi e provò a cercare con lo sguardo quelli che di lì a poco sarebbero diventati i suoi colleghi.
La stanza era gremita di persone,davanti a lei c'era un uomo di quarant'anni circa,indossava un lungo cappotto scuro e degli occhiali alla matrix,al suo fianco c'era una ragazza sui trent'anni.Si muoveva euforica sulla sedia,al ché si chiese che diavolo aveva da essere tanto contenta alle 8:30 del mattino...affianco all'allegra fanciulla,si ergeva un grosso uomo.
Lui,si guardava intorno intimorito e sembrava aver vergogna anche solo di spiccicare parola.Mangiava delle patatine ad una velocità esorbitante.
Al lato opposto c'era una donna,le cui gambe la superavano di altezza.Per non parlare del seno,sembrava averlo al posto delle tonsille,le labbra carnose erano piene di rossetto.NO,decisamente Teresa sperava che lei non fosse compresa nel suo team.
Vicino alla donna c'era un uomo,un orientale.
Aveva in mano un libro di William Shakespeare e sembrava completamente assorto nella lettura.Aveva i capelli cortissimi,corvini.Degli occhi penetranti e scuri,il fisico asciutto. Lui si,sperava fosse nella squadra.
-
Effettivamente non è niente male il tipo.Ha davvero un bell'aspetto-disse una voce al suo fianco.
Teresa lo guardò perplessa.
-Scusi?-
Un sorriso sornione si allargò sul viso dell'uomo al suo fianco che chissà come diavolo aveva fatto ad indovinare i suoi pensieri.
-Salve,sono Patrick Jane.-continuò imperterrito lui,con ancora quello sfacciato sorriso,porgendole la mano.La strinse.
-Teresa Lisbon e davvero non so di cosa parlava prima-
-Oh...mi creda lo sa.-ammiccò lui
Lei non si presa la briga neanche di rispondere a quell'uomo irritante,e fissò il foglio che aveva in mano.
Fa che non sia sulla lista.Fa che non sia sulla lista.Fa che non sia sulla lista.
E invece,quasi a beffeggiarla il nome "Patrick Jane" risplendeva sulla carta.
FANTASTICO!
Lo guardò con astio,cominciava proprio bene!
-Benvenuto a bordo-
Lui annuì entusiasta.-Grazie-
Riprese ad osservare il foglio e lesse il secondo nome.
-Andy Moore.-
La ragazza euforica,proprio quella che sperava di non avere nel team,si girò felicemente verso di lei.
-SI?!-le chiese trotterellando nella sua direzione.
-Benvenuta nel team.-
In uno slanciò d'affetto la ragazza l'abbraccio con enfasi.
Ok.Il compito si stava rivelando più gravoso del previsto.
Se la scollò di dosso e urlò il secondo nome.
-Wayne Rigsby!-
L'omaccione si riscosse,come se fosse stato in trance.
-S-sono io!-sorrise come un ebete,con ancora le mani sporche di patatine.Gliene allungò una per stringerla,ma lei si scansò prontamente.
-Benvenuto-
Bene.Le era decisamente capitato il team peggiore di tutti.
Lesse mentalmente l'ultimo nome,ormai scoraggiata,ma qualcosa nel suo viso s'illuminò.
"Kimball Cho" sorrise.
Si guardò intorno,di orientale ce n'era solo uno e "Cho" era un cognome tipicamente orientale,quindi...almeno uno le era andato bene!
Kimball,però sembrava talmente assorto nella lettura che,probabilmente,non avrebbe sentito nient'altro.
Si schiarì la voce e provò lo stesso.
-Kimball Cho-
L'uomo balzò in piedi con un movimento robotico e sempre senza alcuna espressione si diresse verso di lei.Si fermò ad un palmo esatto dal suo naso.Immobile.In silenzio.La fissava.
-B-Benvenuto-farfugliò
L'uomo annuì,non disse nulla.
Lisbon provò a sorridergli...magari era solo timido.Ma niente.Lui rimase a fissarla indifferente.
FANTASTICO!Le era davvero arrivata la squadra peggiore del Mondo.
Si girò a guardarli allineati.
Il saputello,da lei rinominato così,gongolava con un sorriso,l'ennesimo,stampato in faccia.
L'idiota,anche questo da lei fantasiosamente soprannominato in quel modo,cercava di mangiare le ultime patatine in fondo alla busta.
La pazza saltellava sul posto,incapace di stare ferma.
Il robot fissava dritto di fronte a sé qualcosa di imprecisato,indifferente.
Teresa sospirò interiormente.
Le serviva un forte caffè per sopportare tutto quello.
-Agente Lisbon?!Cosa aveva detto prima dell'agente Cho?!-
Si corresse.Le servivano due caffè,molto forti.

(02/01/2011)

Farfalle

>Awwsonoanchequa<

Cos'hai provato,Kate?
Cos'hai provato quando hai saputo quello che stava succedendo tra lui e Gina?Chieditelo e risponditi.
Cos'hai provato quando hai visto che ha rifiutato la chiamata?
E quando lo hai sentito dire le fatidiche parole "E' finita"?
Hai provato compassione per quell'uomo improvvisamente rimasto solo?
No,non è questo.
L'ex moglie è una strega,lo sai.Meglio perderla che trovarla...allora cosa?
Tenerezza,perché nonostante tutto continuava a sorridere stentatamente?
Neanche,no.Non sorrideva stentatamente...sembrava che si fosse liberato di un peso.
E quando ha accettato il tuo invito?Quando si è fermato a guardarti...incantato?Quando ha sorriso alla vista del mazzo di fiori?
Andiamo,Kate. Possiamo girarci intorno quanto vuoi,ma lo sappiamo benissimo cosa c'era lì,nel tuo stomaco.
Farfalle.


(  15/01/2011)

La scelta giusta?

>Dellaseriecosevecchieevergognose-COFFCOFF<



                                                                                           
Voglio dedicare questa shot ad Angol e Berenike e al nostro piano per uccidere Josh.Prima o poi ci riusciremo,abbiate fede.


Morto.
Richard Castle era morto.
Ed era stata tutta colpa sua.

Aveva trovato l'assassino di sua madre.
L'uomo si era avventato su Castle e gli teneva la pistola puntata dietro la schiena.
Rick respirava pesantemente.
Beckett sospirò nervosamente,poi posizionò bene la pistola fra le mani.
Con un'occhiata d'intesa Richard diede una testata al suo assalitore e si allontanò,certo di essere al sicuro,ora che quel tizio era sotto l'eccellente mira di Kate.
Ma Kate esitò.Le conveniva davvero uccidere l'unico uomo che avrebbe potuto svelarle la verità?
Fu un attimo.Il tempo di un battito di cuore,il tempo di far smettere di battere per sempre quello dello scrittore.
L'assassino si era voltato,furente aveva sparato un colpo,due,prendendo in pieno petto Rick.
Che indietreggiò e cadde a terra ansimante.
Montgomery e Ryan furono subito addosso a quel mostro e lo ammanettarono.
Kate terrorizzata si precipitò accanto all'uomo steso a terra e sanguinante.
Lo sguardo sofferente di Rick la terrorizzò,si sentiva inutile,senza parole.Negli occhi di Richard lesse paura.Paura di morire,paura di lasciare una figlia sola,angoscia.
Chiamarono un'ambulanza ma era troppo tardi.
Richard Castle aveva esalato il suo ultimo respiro,e non si sarebbe svegliato mai più.
Io suoi grandi occhi vuoti,però,continuavano a fissarla e le sue mani erano colme del suo sangue.
Ryan la squadrò incredulo.
-Perché non l'hai aiutato?-
-Io...io-riuscì a balbettare solo questo prima che Esposito aggiungesse:
-Non ci posso credere...lo hai abbandonato-
Si sentiva oppressa dal terrore e in più non riusciva a scrollarsi di dosso tutto quel sangue.
In un attimo tutto si fece scuro e i suoi occhi divennero pesanti.Poi successe,svenne.


Kate Beckett si svegliò ansimante nel suo letto.I vestiti puliti,niente pistola tra le mani.Era svenuta?
Pregò che quello fosse stato solo un brutto sogno.
Corse al telefono e compose il numero che ormai sapeva a memoria.
Il "tuu tuu" del telefono la fece innervosire.
Andiamo,rispondi.Forza Richard rispondimi,ti prego.
-hum...Pronto?-Una voce e un sonoro sbadiglio riuscirono a risollevarle l'umore.Era solo un incubo.
.-Scusa,Castle sono Kate.-
-Oh...ehm..,tutto ok,detective?-
-Si...certo.Scusami per l'orario.Ci vediamo domani-Effettivamente era piena notte.
-Si..certo..ci vedhuuf.-L'uomo ringhiò sonoramente
-Castle...tutto ok?-
-Ho sbattutto il piede contro il mobile...-
Kate rise.-D'accordo.Buonanotte-
Sospirò,rilassata e si distese nel letto.Chiuse gli occhi e si addormentò,consapevole di aver fatto la scelta giusta.


( 21/01/2011)

Tra incubo e realtà



Ce l'aveva fatta.Era riuscito a trovarlo.
E adesso quell'uomo,di fronte a lui,con gli occhi spalancati,quello era Red John.
Ed era disarmato,mentre lui aveva un pistola in mano.
Si sarebbe preso la sua vendetta.
Tutto quello sarebbe finito,sarebbe finalmente morto.
Portò anche l'altra mano sulla pistola e sorrise.
Probabilmente se qualcun altro lo avesse visto avrebbe preso lui per il serial killer psicopatico e l'uomo seduto a terra per una povera vittima.
-Stasera finirà tutto,John- sussurrò con voce roca.
L'altro sorrise ed annuì.
-Sarà divertente scoprire se avrai il coraggio di farlo,Patrick-
Se?Questa era una prova lampante del fatto che non lo conosceva affatto.
Era arrivato fin lì e non si sarebbe tirato indietro,no.
L'avrebbe fatta finita.
Era così occupato nelle sue elucubrazioni che neanche si accorse,quando entrò, della presenza di Lisbon.
-Metti giù quella pistola,Jane.-
Si voltò lentamente.Lei non capiva.Non poteva capire,non l'aveva mai fatto.
-Non posso,mi spiace Lisbon.-
-Cosa credi di risolvere così?Loro non torneranno!La tua vita sarà ancora più vuota in carcere!-
Vita?Credeva davvero che lui avrebbe continuato a vivere,dopo?Povera,ingenua Lisbon...
-Non importa-
-Non farlo,Jane.Non ci abbandonare.Non mi abbandonare-
Tornò a girarsi completamente verso John.
-Probabilmente in un'altra vita io e te saremmo stati perfetti,insieme,Teresa.Mi spiace ma io devo farlo.-
Ancora prima che potesse rispondere,Jane si avvicinò all'uomo.
E l'ultima cosa che sentì dopo il rumore assordante dello sparo fu l'urlo disperato di Teresa,l'ultimo tentativo di salvarlo.
Poi,il vuoto.
Patrick Jane si svegliò di soprassalto in un letto matrimoniale.
Si sollevò a guardare sul comodino,la sveglia segnava le 5:00.Si guardò intorno spaesato:dove si trovava?
Si passò una mano sulla fronte e scoprì che stava tremando.
Tastò il letto al suo fianco e qualcosa lo fece trasalire,non era solo.
Accese la lampada e quello che vide lo lasciò senza parole.
Sua moglie dormiva tranquilla accanto a lui,avvolta nelle coperte.
Senza fiato la scosse per un braccio.
-Tesoro?-
La donna dai capelli color oro,parve svegliarsi,lo guardò perplessa ed assonnata.
-Patrick...che ora è?-
Incapace di risponderle le saltò al collo e la strinse forte.Angela sorrise.
-Che c'è?-
-Tu...tu stai bene?-
-Certo. Patrick, hai fatto un incubo?-
Lui sorrise spaesato.
-Credo proprio di si. Dov'è Charlotte?Dorme?-
-Si...cosa?Che fai?-
Si alzò in fretta e corse nella stanza della figlia.
La bambina dormiva tranquilla nel suo lettino,abbracciata al suo pupazzo.
La prese in braccio e la portò in camera con sè,dove trovò ancora la moglie a fissarlo perplessa.
Si rinfilò nel letto e fece accoccolare Angela sul suo petto,insieme a Charlotte.
Non riusciva ancora a credere che quelli che gli erano sembrati anni era state,in realtà,soltanto poche ore.
Aveva sognato tutto?Esisteva davvero Red John?Lisbon?Lisbon esisteva sul serio?
In che anno si trovavano?Che mestiere faceva?
Non lo sapeva,ma questo non lo preoccupava, non più.
Avrebbe trovato risposta più in là a quelle domande.
Per il momento,voleva fare soltanto quello.Restare abbracciato alle sue donne,nient'altro.
Poco prima di addormentarsi,gli venne in mente una cosa.
-Angela?-chiese,baciando i capelli della moglie.
-Hm?-
-Voglio cambiare mestiere.Stavo pensando di entrare nel CBI...chissà,magari potrei essere un ottimo detective-

( 25/01/2011  )

Giusto e sbagliato

Lalalalalà





E' stata una pessima idea ispirarti a lei per scrivere i tuoi libri.

Ma tu sei un amante del pericolo.
Tu sei un disastro,sei caotico,irresponsabile,irrecuperabile e quando hai visto lei,così ordinata,sicura e precisa,beh...non hai saputo resistere.
In fondo gli opposti si attraggono,no?
E poi...tu sei lì solo per scrivere il tuo libro e goderti il brivido di fare il detective,nient'altro,giusto?
Non t'importa niente di lei,del suo sorriso,dei suoi occhi da cerbiatta e del suo coraggio.
Proprio niente...forse.

E' stata un'idea terribile affezionarti a lei

Insomma...tu sei Richard Castle,lo scrittore,quello terribile,il bambino di cinque anni...o sono solo maschere quelle che indossi?
Non ti era mai capitato di affezionarti sul serio ad una persona all'infuori di Alexis e tua madre,ma adesso...beh si potrebbe dire che lei ha rotto ogni tua difesa.
E' passata oltre le maschere che porti e ha scoperto il vero Castle.
Adesso...sei sicuro che sia solo semplice amicizia,la vostra?
Forse...

E' stata un'idea assurda raggiungerla a casa sua.

Ma lei stava male.E se sta male lei...beh tu non riesci a non fare altrettanto.
L'hai raggiunta e hai cercato di tirarle su il morale,impresa ardua.
Ma ci sei stato comunque.
Perché Kate Beckett è una  droga e tu sei totalmente,irreparabilmente,dipendente.
Felicemente drogato di una cosa che si chiama amore.
Adesso vattene,su...lei non ha bisogno di te.
Forse...

E' stata,appunto,una cosa sbagliata innamorarsi di lei.

Eh già...sei innamorato e questo lo sai bene.
Ma non è una cosa che si può fare.
Se le confessassi i tuoi sentimenti,sai che succederebbe?
Probabilmente saresti costretto ad andartene "intralceresti le indagini,un coinvolgimento è meglio evitarlo" direbbe lei.
Il problema è che tu non hai resistito...e come avresti potuto?
Molto probabilmente chiunque la veda non può non accorgersi di quanto questa donna sia meravigliosa.
Ed è quest'ultimo pensiero a farti nascere dentro un'incontrollabile gelosia.
Perché poi?Lei non sarà mai tua.
Forse...

Ok,se quelle di prima erano cattive idee,quella di restare a dormire da lei "per confortarla" è di gran lunga la peggiore.

Ma lei era spaventata.E tu che gentiluomo saresti stato se non ti fossi fermato ad aiutare una povera donzella in pericolo?
Non è che ti abbia proprio chiesto di rimanere...diciamo che lo hai fatto di tua volontà.
Ma sempre per proteggerla,non per fare altro!
Infatti stai sdraiato sul divano,non in camera con lei.
Stai fingendo di leggere un giornale,non la stai abbracciando.
Se poi le ti invitasse ad entrare in camera sua,beh quella sarebbe la cosa peggiore che potrebbe succedere,stasera.

La cosa peggiore in assoluto che tu abbia mai fatto,è stata quella di entrare,quando lei ti ha invitato,in camera sua.

Ma non si rifiuta mai un invito ad entrare in camera,vero?
E poi lei era lì,finalmente debole,finalmente indifesa,finalmente pronta ad essere protetta.
E tu cos'avresti dovuto fare?
L'hai abbracciata,l'hai protetta e questo ok,si può fare.
Ma adesso cosa stai facendo?
Perché vi stendete sul suo letto?
Perché siete l'uno sull'altra?
Ecco,adesso la stai baciando.E questa,fondamentalmente,è proprio la cosa più stupida che tu abbia mai fatto.

Ed è solo il mattino dopo,quando ti svegli e la vedi,accoccolata al tuo petto,i suoi capelli sparpagliati su di te,il suo profumo nelle tue narici.
E' in quel mattino che quando ti svegli,ti rendi conto che,si,per quanto sia stata una cosa stupidissima da fare,è decisamente l'azione più giusta di tutta la tua vita.
Sicuramente...



(28/01/2011 )

Per il momento

Here
Per il momento.

Stai fuggendo,Teresa.Stai fuggendo e ne sei consapevole.
Potresti anche dirgli quello che provi,potresti aprirgli il tuo cuore,magari saresti ricambiata.
Parliamoci chiaro.Sai perché lo stai facendo.
E' il più banale dei motivi.
Hai paura.Paura perché sai che prima o poi lui se ne andrà.Perché per lui non c'è niente di più importante della sua vendetta,neanche tu.
L'hai detto tu stessa  "Patrick Jane è destinato all'autodistruzione"
Ma quando l'hai detto non hai calcolato il fatto che,si,a te non toccherebbe un destino migliore.
Sai che quando se ne andrà trascinerà giù anche te.

Alzi lo sguardo dal tuo pc al bullpen e lo vedi,lì.
E' seduto sul "suo" divano,l'ennesima tazza di thè in mano.
Ha il suo solito sorriso malandrino in volto,segno che ne ha combinata un'altra delle sue.
Molto probabilmente,dato che di fronte a lui c'è un Wayne leggermente stupito, deve aver fatto uno dei soliti giochetti.
Il suo sguardo si posa su di te,ti sorride.Senza malizia,dolcemente.
Ricambi.
Ti alzi dalla sedia e spegni il monitor del computer,tanto comunque non saresti riuscita a finire.
Ti dirigi verso di loro ancora sorridente.
Non c'è bisogno di preoccuparsi,per il momento...



(29/01/2011)